Anime e 3D Art: ricreare il linguaggio giapponese degli anni ’80 e ’90
Luci, ombre, linee e prospettive degli anime giapponesi tra la fine degli anni ’80 e gli anni ’90 incontrano le possibilità espressive del 3D. A Romics 37, Lino Grandi, 3D Artist, Technical Director e specialista di rendering, racconta la sua ricerca tra animazione, tecnologia e sperimentazione visiva.
Da oltre trent’anni nel mondo della computer grafica, dal 2018 Lino Grandi lavora in OTOY, contribuendo allo sviluppo dell’integrazione di OctaneRender per Blender e alla definizione di nuovi workflow. Nel corso della sua carriera ha collaborato con studi e brand internazionali, partecipando a progetti per Duster di J.J. Abrams, Daft Punk, Adidas e Coca-Cola, oltre a collaborazioni con realtà dell’animazione giapponese.
Al centro del suo lavoro c’è il non-photorealistic rendering e, in particolare, il toon shading, con una ricerca che esplora come trasferire nel 3D la sensibilità visiva dell’animazione 2D tradizionale.
A Romics 37, Grandi racconterà tecniche, strumenti e workflow che mettono in dialogo questi due linguaggi, dalla costruzione dell’immagine al rendering, mostrando come le tecnologie contemporanee possano reinterpretare un’estetica che ha segnato l’immaginario dell’animazione giapponese.